ALBERTO GRIFI

 

Nato a Roma il 29 Maggio del 1938, ALBERTO GRIFI è considerato tra i PRIMI AUTORI di quello che fu chiamato "CINEMA SPERIMENTALE ITALIANO".

GRIFI, regista underground, è AUTORE insieme a G. BARUCHELLO di quello che viene spesso considerato il MANIFESTO DEL CINEMA INDIPENDENTE ITALIANO:

 

“La verifica incerta”, 1964.

Ispirandosi al metodo di montaggio del detournement e pensando al Dada, il film, della durata complessiva di trenta minuti, mostra una serie d’immagini di Marcel Duchamp girate nel 1963 da Baruchello, miste a sezioni di centocinquantamila metri di pellicola americana, anni Cinquanta e Sessanta, destinati al macero ma ripresi, scelti ed usati dai due registi nel tentativo di distruggere con divertita ironia la sintassi cinematografica hollywoodiana.
Presentato per la prima volta a Parigi suscitò l'interesse di Marcel Duchamp, Man Ray, Max Ernst, mentre John Cage,entusiasta della colonna sonora, lo presentò al New York Museum of Modern Art. Questo metodo di montaggio, questo "detournement", fu ereditato da Ghezzi per il suo "Blob" molti anni dopo.
L’importanza assoluta dell’immagine predispone all’ANTINARRATIVITA’, dovuta anche all'assenza di una sceneggiatura di tipo tradizionale e spesso alla mancanza di un nesso logico…

GRIFI, REGISTAdi FILM TRATTI DA SPETTACOLI TEATRALI

(da "cristo ‘63", spettacolo teatrale del 1963 con Carmelo Bene vietato dalla questura, nascosto o distrutto e"Transfert per camera verso Virulentia" su un'operazione teatrale di Aldo Braibanti, 1967ad happening, come nel 1967 "No stop grammatica" performance durata 12 ore nella libreria Feltrinelli di Roma, in cui la colonna sonora fu messa insieme dalla folla, ricomponendo, senza ascoltarli, pezzi di pellicola magnetica che erano stati distribuiti in giro)

 

 

 

 

di DOCUMENTI FILMATI E FILM DI SPERIMENTAZIONE VISIVA

- "Orgonauti, evviva!", 1970
- "Anna" 1972, in co-regìa con Massimo Sarchielli,
film divenuto un cult movie della cultura alternativa post sessantottesca e considerabile come l'ultima esperienza del cinema underground.
11 ore di filmato, poi ridotte a 3 ore e 45 minuti, in cui viene ripresa una sedicenne hippy incinta e drogata che gira randagia per Piazza Navona.
Il video, girato con il primo videoregistratore portatile, "open reel" da un quarto di pollice, arrivato in Italia, è stato trasferito su pellicola mediante un apparecchio costruito dallo stesso Grifi, il VIDIGRAFO che permise la trascrizione del nastro video su pellicola 16mm. Il film registra il rifiuto di attori e maestranze a sottomettersi all'autorità della regia e della sceneggiatura; Grifi pubblicò poi un’elaborazione teorica su come, nella norma produttiva, i comportamenti umani degli attori vengano immiseriti, filmandoli, perché costretti in una dimensione cinematografica che impone tempi e modi consentiti dall'economia.
Il film è stato presentato poi al Festival di Berlino e alla Biennale di Venezia nel '75;
a Cannes nel '76

- "In viaggio con Patrizia", 1965

- sull'istituzione psichiatrica
"Il manicomio" e "Lia", 1977,
"Il preteso corpo", un documentario ospedaliero sulla sperimentazione di un medicinale "Roche"
- numerosi video documenti pressoché inediti sulle lotte e sui comportamenti del Proletariato Giovanile a Milano, Bologna e Roma: autoproduzione sostenuta da una teoria critica sull'informazione antagonista a quella di Stato, che si opponeva cioè allo spettacolo dominante, 1976 con gruppo dei ‘videoteppisti’.
- sulla condizione carceraria "L'occhio è per così dire l'evoluzione biologica di una lagrima",
"Michele alla ricerca della felicità" realizzato con Blumir, commissionato e poi censurato dalla Rai insieme a
"Dinni e la Normalina, ovvero la videopolizia psichiatrica contro i sedicenti nuclei di follìa militante".

-sul tema dell'eredità lasciata al cinema underground dalle avanguardie storiche,
"A proposito degli effetti speciali" , 2001
con Alessandra Vanzi, Grifi e Man Ray (girato nel suo studio parigino con Gianfranco Baruchello) riflessi in uno specchio deformante.

di VIDEOREGISTRAZIONI-FILM SULLA BEAT GENERATION,
1978-79
al Naropa Institute (Boulder Colorado, USA), con Costanzo Allione e Fernanda Pivano un film sulla Beat Generation con Allen Ginsberg, Gregory Corso, Timothy Leary, William Burroughs, Meredith Monk, ed altri.
a Parigi ancora con Gianfranco Baruchello "Doux comme saveur", videoregistrazioni con J.F.Lyotard, Pierre Klossowsky, Felix Guattari, David Cooper, Alain Jouffroy, ecc.

Ad accomunare i filmakers del cinema d’arte è anche l’aspetto militante in sintonia con gli avvenimenti del '68.

 

 

di FILMATI INDUSTRIALI,

durante gli anni '80,
come salariato ha lavorato per appalti Rai (Mixer e altreTestate) e per Compagnie di industria civile negli USA, in America Latina, Africa, Australia e Sud Est Asiatico.
Grifi inizia, poi, uno STUDIO SULLE INTERAZIONI TRA IMMAGINE VIDEO DI SAGOME MOBILI E MEMORIE ELETTRONICHE PER L'ANALISI D’ATTIVITÀ SPORTIVE, al Massachusset Institute of Technology, Boston USA.

Dal 1993 TIENE SEMINARI PRESSO FONDAZIONI CULTURALI, CENTRI SOCIALI, UNIVERSITÀ…

Nel 2002 viene invitato alla 58° Biennale di Venezia (Nuovi territori).

 
Oltre ad essere pittore, regista, cameraman, fonico, attore e fotografo pubblicitario d’aeroplani, Grifi è PROGETTISTA E COSTRUTTORE DI MACCHINARI VIDEO.
Dal VIDIGRAFO, per trascrivere, su pellicola, materiale videoregistrato (“Anna” 1972), a, più recentemente, nella Fondazione Baruchello, MACCHINARI PER LA RIGENERAZIONE DEL NASTRO VIDEOMAGNETICO DETERIORATO per invecchiamento.
Dal settembre 2004, all'interno del
parco scientifico di Tortona, è operativo il macchinario lavanastri da lui progettato e realizzato da Consorzio Media Comunications, per la rigenerazione dello stato fisico dell'emulsione dei nastri analogici (rvm) e la restituzione di questi su supporto digitale.


 
Link al sito fondazione: www.fondazionebaruchello.com

Parco scientifico di TortonaLink al sito: www.pst.it/